La bula nasce in parte da esperienze di servizio civile, avendo fra i suoi fondatori persone che hanno vissuto in prima persona questa esperienza.
Infatti, ancora oggi, abbiamo all’interno della base sociale operatori e volontari che hanno fatto questa scelta. Chi, ad esempio, come alternativa al servizio militare, o chi, dopo l’abolizione della leva, come percorso di cittadinanza attiva.
L’accoglienza di ragazzi e ragazze in servizio civile è dunque per noi naturale e, ancora oggi, risulta di fondamentale importanza.
Questo, non solo per l’apporto che danno in termini d’impegno, ma anche perché, attraverso la loro esperienza, diventano attori sociali capaci di “contaminare” spontaneamente il territorio.
Questo consente loro di contribuire all’opera di sensibilizzazione che è uno dei cardini delle nostre finalità.
La bula, infine, accoglie giovani in servizio civile tramite il Consorzio di Solidarietà Sociale.
