Dicono di noi… Katia Furlotti

Pubblichiamo, con cadenza settimanale e in ordine alfabetico, i bellissimi contributi che ci hanno inviato persone che ci conoscono da tempo, che hanno vissuto parti di strada con noi, e che ci invitano ad andare avanti!

Ho incontrato Laura Stanghellini, Presidente de la bula nel 2018, in occasione di una sua testimonianza agli studenti del corso di Responsabilità sociale delle imprese, nell’ambito di un ciclo di seminari sul tema della cooperazione sociale.

Vivendo a Parma, conoscevo la realtà de la bula: avevo apprezzato per diverse occasioni i loro prodotti, gli oggetti e le bomboniere di legno, così come avevo partecipato ad alcune Feste di Primavera, soprattutto negli anni in cui i miei bimbi erano più piccoli. È stato però in occasione delle testimonianze nel corso che, con gli studenti, ho potuto conoscere meglio la cooperativa, scoprendo una realtà intraprendente e capace, vivace e dinamica, fatta soprattutto di persone e delle loro storie. Storie di ragazzi e di famiglie, ma anche di una comunità che, insieme, ha saputo realizzare esperienze ed iniziative e, principalmente, ha saputo accogliere, educare e formare con pazienza e perseveranza tante persone, accompagnandone la crescita, fra gli alti e bassi che sempre caratterizzano le nostre esistenze.

La storia de la bula è una storia che, narrata in modo diretto e semplice, attraverso il racconto di iniziative, azioni e valori, riesce a testimoniare la profondità e la ricchezza della cooperativa. È una storia nella quale i visi si confondono con le iniziative e gli eventi, gli oggetti con le mani di chi li lavora, le parole con i sorrisi di chi lì sta realizzando, quotidianamente, il proprio progetto di vita. Ricordo le parole di una mamma alla presentazione del nuovo sito web de la bula: “la mamma serena di una ragazza felice”. E serenità e felicità sono proprio le prime e le principali emozioni che si provano incontrando questa cooperativa: promanano dalle immagini del sito, si vedono nelle fotografie che ne raccontano i quarant’anni di storia, si comprendono sentendone i racconti. 

Un’altra preziosa qualità mi è sembrata subito unica e speciale. L’attenzione incessante a ripensarsi, la capacità di reinventarsi, di ricercare costantemente nuovi modi e nuove strade per prendersi cura degli altri nel modo più efficace. La ormai lunga storia de la bula è una storia di persone e di iniziative che con modalità sempre nuove, hanno però sempre la stessa finalità: prendersi cura, sostenere, dare serenità e felicità, mettendo al centro della programmazione e dell’azione le persone e i loro bisogni, prima che le loro fragilità, scoprendo, focalizzando e valorizzando le potenzialità, senza limitarsi alle difficoltà. 

Sicuramente è una storia fatta anche di impegno e fatica, forse, anche di qualche delusione, ma nella quale quello che viene trasmesso è energia, vivacità ed entusiasmo. Per questo è una storia che pur raccontando il passato è principalmente rivolta al futuro, un futuro che vuole offrire, soprattutto, felicità e serenità.

Katia Furlotti

Docente di Responsabilità sociale delle imprese, Corso di Laurea in Economia e Management, Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma.


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